Friday, February 6, 2009

Reptiles And Mammlas Cellualr Respiration

Literature


Com è possibile studiare un testo se non lo si è mai letto integralmente?

E' come descrivere qualcosa che non abbiamo mai visto;

E' come parlare di una canzone che non abbiamo mai ascoltato;

E' come chiedere ad un bambino cos'è l'amore!


La letteratura italiana che viene insegnata nelle nostre scuole è assolutamente inutile, si riassumono in 1000 pagine secoli e secoli di autori, libri... di letteratura.

Insomma, si intuisce il pensiero di un'autore, ma non lo si capisce!

Wednesday, February 4, 2009

Where Can I Buy Usain Bolt Singlet




Prey a fit-to hack pretty rare these days-I placed in front of this blank page bastard. We looked at each other ... Anyway, all the possibilities of distraction, I had to start.

I could tell a basket of mandarins who died before birth and how all the skins and seeds are finished in a tin ashtray, but I do not think anyone would be interested. Or would the other thing about a fake pair of lovers and how one evening they trusted their mutual betrayal. But it is a strange story, or perhaps not even a story.

Otherwise there would be this. But it is only a test.

Imagine not remove the nostra testa e di metterla su un tavolo, un tavolo qualunque con un po’ di spazio intorno. Naturalmente bisogna eliminare il dolore. Il dolore non esiste. Non fa male, è solo un esperimento. Ora bisogna in qualche modo eliminare i capelli, anche se questo è solo un dettaglio. La parte interessante arriva adesso: si tratta di aprire il cranio e scoperchiare la testa in modo da rendere visibile il contenuto.

Il cervello. Una massa tutta piena di circonvoluzioni strane e contorte, forse grigiastra, (se tutti l’hanno sempre chiamata grigia ci sarà un motivo…) comunque una massa apparentemente immobile, inerte. Ora possiamo guardare il nostro cervello al lavoro. La testa sul tavolo sembra così nuda e disarmata ora, ma è sempre potente e dannatamente affascinante… viene per forza voglia di guardare meglio, cercare di capire, scavare tra le scissure dei lobi. Non c’è bisogno di aver paura di farle male o di distruggerla, è un esperimento, la testa è lì per noi, per la nostra conoscenza, per fare chiarezza, per aiutarci a capirci qualcosa. Quindi ci si può andare giù pesante. Tagliare, incidere, vivisezionare, girarci attorno, andarci dentro con tutti gli strumenti a disposizione per osservare attentamente.

Le cellule. Microscopici propulsori di energia chimica o elettrica che vanno su e giù in modo frenetico. Milioni di ridicoli puntini a forma di stella si muovono in tutte le direzioni a velocità supersonica.
Benissimo, perfetto. Anche andando più a fondo con l’osservazione e le incisioni tutto sommato non si scorge altro. In realtà sembrerebbe solo un movimento confuso e decisamente caotico. È istintivo provare a toccarli. I neuroni, dico. Sensazione particolare, no? E ora, una volta ficcate le dita in questa specie di poltiglia di pulviscolo in movimento… chi resiste alla tentazione di darle una direzione? I neuroni impazziti che fuggono e si rincorrono a casaccio e senza meta provocando quelle strane e fastidiosissime sensazioni di smarrimento, dubbio, confusione, potrebbero essere guidati proprio da noi, legittimi proprietari della testa stessa. Direi decisamente un’occasione da non perdere, giusto? E tra l’altro un diritto inequivocabile per il possessore della testa in questione.

A pensarci bene…se pretendiamo ordine e pulizia all’interno della casa in cui viviamo come posiamo tollerare il caos nella nostra testa? Bisognerà provarci, allora. Certo, fa un po’ effetto, ma basta rendersi conto che queste sono solo cellule disordinate e perse nel caos che necessitano di un po’ d’ordine, di un percorso sano e prestabilito da seguire. Non è poi così difficile: lavorando direttamente sulla materia si riesce abbastanza agevolmente a imprimere la giusta direzione alle cellule che man mano sembrano prendere delle strade definite e chiare. Precise.
Fare chiarezza, eliminare il caos, dare una direzione agli impulsi electric apparently random. You just take the time it takes. An experiment of this kind is that it could repeat one day and one not, might as well do it right, once and for all. And it takes courage to enter it in your head, see what there is, how it works and try to change and direct the course of his thoughts.

At this point, the operation appears successful. It is easy to close the skull and rearranging their hair. Perfect, everything seems to be back in place. Everything is back where it was, now you can put your head in its place on the neck. Cells were addressed, we gave them a sensible direction, think and reason. With us, those directly involved, as well as owners on the head, exactly.

But something seems to have worked. The chaos remains, the feeling of confusion, of not belonging, the doubts, the fog, darkness. Everything is exactly as it was. But how? We explored our heads and we have ourselves direct our thoughts follow a precise scheme chosen by us, according to a rational and informed choice of where we wanted to go. The objective was precisely to make clear, no? Throw away any doubts, right? Understanding the mechanisms and processes directing, right? So why everything is still confused and chaotic? Still stunning, uncertainties, doubts and gloom? Nothing has changed. Nothing of light, nothing specific, no doubt clear, no certainty.

But how? It was not the head the center of it all?